sabato 5 dicembre 2009

INVESTIMENTI ESTERI IN BOSNIA-ERZEGOVINA

Il più grande ostacolo agli investimenti esteri in Bosnia-Erzegovina è la complessa struttura istituzionale. Infatti, il territorio del Paese è diviso in tre entità territoriali:
- Federazione di Bosnia-Erzegovina;
- Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina;
- Distretto di Brcko.

La struttura politica ed amministrativa molto articolata ha creato forti barriere agli investimenti esteri e favorito un ambiente d’affari poco trasparente.
La disciplina che regola gli investimenti diretti prevede per gli investitori stranieri gli stessi diritti di investire e reinvestire i profitti dei loro investimenti, in tutti i settori dell’economia, nella stessa forma e alle stesse condizioni dei residenti in Bosnia-Erzegovina.

La legge prevede diversi incentivi per gli investimenti esteri come, per esempio, l’esenzione dal pagamento dei dazi e dalle imposte doganali concernenti gli investimenti, la possibilità di aprire conti correnti in valuta locale o in qualunque valuta liberamente convertibile, il diritto di trasferire all’estero profitti prodotti dall’investimento, la protezione contro la nazionalizzazione, l'espropriazione, la requisizione e misure simili, il diritto di impiegare liberamente lavoratori stranieri.

La Bosnia-Erzegovina è firmataria di diversi accordi che hanno determinato l'apertura del Paese al commercio internazionale e agli investimenti esteri come,l'accordo con la Turchia, l’ accordo di libero scambio con i Paesi dell’Europa sud-orientale e l’accordo di libero scambio centro-euroepo (CEFTA), ratificato nel settembre 2007. Inoltre, con la firma di Associazione e Stabilizzazione con l’Unione Europea è stato fatto un ulteriore passo di apertura del paese verso l'estero e verso le riforme.

La normativa sulle zone franche prevede una serie di agevolazioni per gli investitori esteri con l’obiettivo principale di favorire lo sviluppo economico del Paese. In Bosnia-Erzegovina esistono quattro zone franche operative: Vogošac, Visoko, Mostar, Slobomir.

Numerose aziende italiane stanno già operando in Bosnia-Erzegovina, soprattutto attraverso il regime di perfezionamento passivo in settori come la lavorazione del legno, la lavorazioni delle scarpe, le confezioni e l'abbigliamento, le lavorazioni metalmeccaniche

Fonte: ICE


Link Utili:
www.mfa.gov.ba
www.dei.gov.ba
www.fipa.gov.ba
www.komorabih.com
www.komorars.ba
www.kfbih.com

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